Articolo di Vanessa Bocci

CRISI DEMOGRAFICA, ASSENZA DI OPPORTUNITA’ E SERVIZI NON GARANTITI: IN ITALIA LO SPOPOLAMENTO DEI BORGHI METTE IN ALLERTA LE ISTITUZIONI
La storia ci insegna che le migrazioni hanno da sempre fatto parte del nostro paese, ma negli ultimi anni si sta registrando un fenomeno preoccupante. Si tratta dello spopolamento delle piccole realtà cittadine, dei piccoli borghi che caratterizzano l’Italia. Il fattore scatenante è la crisi demografica che colpisce questi paesi, il vertiginoso calo delle nascite e un numero sempre più cospicuo di giovani lasciano le proprie radici per andare a cercare una prospettiva di lavoro migliore e più redditizia nei grandi centri urbani. La maggior parte della popolazione si concentra nelle grandi città, dove ci sono opportunità di lavoro e servizi garantiti. Molto spesso nei piccoli paesi scarseggiano i servizi primari provocando disagio negli abitanti, che sono costretti a spostarsi nelle zone limitrofe. L’assenza di giovani in questi luoghi porta alla mancanza di un futuro, se le nuove generazioni migrano altrove i borghi sono destinati a cadere nel dimenticatoio e nell’indifferenza generale. Eppure sono una parte integrante del nostro patrimonio storico e artistico, che deve essere incentivato tramite l’attuazione di una politica mirata al ripopolamento di queste aree. Un esempio abbastanza recente è quello avvenuto nel 2016, in Valnerina a causa del terremoto, che ha costretto moltissimi cittadini, tra cui un numero molto alto di giovani a lasciare la propria casa, o quello che ne rimaneva e ricominciare da zero in un’altra città. In situazioni di emergenza, come quella affrontata in Valnerina doveva esserci una risposta concreta e tempestiva da parte delle istituzioni, e invece i cittadini si sono sentiti non rappresentati e abbandonati. A distanza di quasi dieci anni dalla catastrofe la ricostruzione procede lentamente provocando un senso di incertezza verso il futuro. Il problema dello spopolamento come si può combattere? C’è una politica mirata che può quantomeno arginare la questione? L’obiettivo è quello di convincere le persone, specialmente i ragazzi a comprare casa in realtà con una qualità di vita più sostenibile rispetto ai ritmi frenetici delle metropoli. Vie di comunicazione potenziate grazie alla tecnologia, garantire i servizi necessari e puntare su un piano di sviluppo culturale, che possa contribuire ad una base lavorativa solida per le giovani generazioni. Le istituzioni puntano su un turismo sostenibile , che vada a incrementare lo sviluppo culturale ed economico dei borghi italiani. Una grandissima opportunità è il PNRR, con lo scopo di rilanciare territori a rischio spopolamento attraverso “il Piano Nazionale Borghi”, un programma di sostegno allo sviluppo economico- sociale delle zone svantaggiate. Le azioni si articolano su progetti locali integrati a base culturale. Gli interventi saranno mirati al recupero del patrimonio storico, riqualificazione degli spazi pubblici aperti, alla creazione di servizi culturali per fini turistici e sarà favorita la creazione e promozione di nuovi itinerari e visite guidate. In ultimo, ma non per importanza, saranno stanziati finanziamenti volti al sostegno delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali con l’intento di rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tradizioni dei territori. Sono tutte belle iniziative, ma come è noto nel nostro paese i tempi burocratici sono lunghi e complicati e tra il dire e il fare c’è di mezzo un abisso.











