Quinta ed ultima parte della descrizione del racconto di Sabatina.
L’abbiamo lasciata giovanissima a Foligno al lavoro in un negozio di parrucchiere, dove lavora senza orari tutto il giorno per una paga e dei contributi per metà giornata.
Racconta di avere tante amicizie ed all’improvviso compare Giuseppe. Un fidanzato del suo stesso paese, Mocali, con la famiglia tornato da Torino e dopo aver lavorato altrove è assunto nella Cooperativa delle lime e raspe.
Si sposano nel ‘86 e hanno un bimbo l’anno seguente.
Dopo un paio d’anni comprano una piccola casa a Mocali e Sabatina utilizza i risparmi del suo ‘famoso’, per noi, libretto di risparmio inaugurato dal nonno con trecentomila lire, dà anche un significato e misura al valore del denaro e dei risparmi all’epoca ed ora.
Il tempo di acquistare la casa e creare un giovanissimo nucleo familiare e nel ‘92 Giuseppe, Il marito, ha questo famigerato incidente in fabbrica.
Di quella mattina Sabatina dà un resoconto diretto, ritmato, dalla sveglia al suo essere in ospedale, è una cronaca degli avvenimenti ovviamente dilatata dal trauma vissuto, comunica un forte phatos e coinvolgimento, come sempre con semplicità.
“ …Come fai a dimenticare..” dice, “ …in poche ore a trent’anni, ti ritrovi vedova con un figlio”.
Di nuovo una vita è una storia universale.
Qui finisce la registrazione.
Abbiamo così deciso di sostituire l’articolo generale di presentazione della registrazione completa con la semplice descrizione dell’ultima parte. L’abbiamo lasciata quasi piatta, senza aggiungere colore o profondità.
Vi invitiamo ad ascoltarla, essa ha non solo valore come le altre precedenti nel descrivere e far rivivere uno spaccato sociale, entra per noi nell’universalità della condizione umana.









