Viene pubblicata la seconda parte di cinque capitoli complessivi “Le memorie di Sabatina” – Archivio Multimediale della Memoria dove Sabatina riprende il racconto sulla figura del nonno, il suo tornare dalla prima guerra mondiale e il suo ripartire per l’America sempre ovviamente per nave ma da un porto differente questa volta.
Scarni ricordi tramandati ma in ogni caso elementi interessanti per la storia del luogo, la presenza di diverse famiglie al di là dell’atlantico, facilmente individuate.
Poi racconta ancora: …avevano questi locali di fronte alla chiesa di Villamagina… Dice, e quelli sono i laboratori per le lime.
Per lei è probabile abbia messo a frutto i soggiorni in America utilizzando i risparmi per investirli nel laboratorio, ma tant’è anche nella nebulosità dei ricordi sappiamo che storicamente è così che è andata:…..non lo so se è tornato e aveva fatto un po’ di soldi e si è comprato questi locali…..Dice Sabatina.
Dietro mia richiesta salta Sabatina ai suoi sedici anni, e con un lapsus dice:….nel frattempo a 15 anni andavo a lavorare a Foligno… Perchè i ricordi è così che si sovrappongono, con una soluzione di continuità fluida a formare l’anima della persona.
Sabatina finisce le medie, ci racconta, subito va a Foligno in casa della madrina allettata, per una bambina è un mondo impegnativo.
Sempre io chiedo ancora di tornare indietro per spiegare poi come veramente si stava e se la vita era migliore dopo guerra ed emigrazione:……la vita dopo che era tornato era migliorata,,avevamo diversi pezzetti di terra…..avevamo sia la fabbrichetta che il campo…









