Nel Terzo episodio di questi racconti abbiamo lasciato Sabatina bambina nella vita e quotidianità di una comunità contadina e felice, specialmente d’estate, nel partecipare ai riti della campagna.
Qui continua con i bambini e lei che pascola anche animali non suoi, partecipa a merende all’aperto e restituisce nel racconto e con la sua voce una felicità.
Dopodiché parla e racconta dell’emigrazione del padre in Francia per un breve periodo di tempo nei primi anni ‘60, in miniera, conclusa con un incidente.
Dietro mio stimolo si torna al nonno, ad elencarne tutti i figli, alcuni morti giovani, come lo zio ammalato di asma.
Il nonno aveva acquistato dei regali per il suo matrimonio e per la moglie dunque, una collana che compare nelle foto conservate e che poi, racconta, deve essere venduta per pagare le cure per questo zio sfortunato. Arriva l’Asiatica, dice Sabatina, e lo zio muore poi a 35 anni.
Dopo Sabatina introduce quella che è stata una prova importante della sua vita. A quattordici anni e mezzo, dopo la scuola media, va a Foligno a casa della madrina, la deve accudire perché lei è allettata dopo un’operazione.
La vita si dipana e sviluppa e una sempre giovanissima Sabatina, circa sedici anni, va a lavorare in un negozio di parrucchiera per un bel po’ di tempo, delle condizioni e realtà del lavoro dirà più avanti, dopo alcuni anni e mentre racconta di aver una comitiva di amici lì a Foligno perché rimane dalla madrina e certe settimane non torna per niente a Casaino, mentre racconta questo ci avverte che si è fidanzata, aggiunge come sempre una data precisa e dice: “Io vengo via perché me fidanzo e me sposo nel 1986 il tre agosto“.









