Questo articolo comincia da un’immagine, uno scorcio come si dice ampiamente e forse troppo spesso. Scorcio vuol dire particolare ristretto in confronto ad un ‘generale’, ampio e comprensivo.
Per ora per il ‘generale’ considerate che a Forfi abitano due famiglie in inverno e poche di più in estate quando altre famiglie, molto poche, tornano a passare alcuni giorni d’agosto. A Forfi non ci sono negozi né alcunché. Però non è la più sfortunata frazione nelle terre appenniniche come vedremo dopo. Forfi dista 7 Km da Sellano, comune che copre 40 Kmq di territorio per di più boscoso e con decine di frazioni ognuna con delle meraviglie che scopriremo con altri articoli, tutte inserite concretamente nel concetto di ‘spopolamento’ ed abbandono di parte dell’Italia.
Non è la più sfortunata dicevo perché a 7 km ci sono negozi, un ufficio postale aperto un giorno sì e uno no, due bar e tabacchi, una Banca con bancomat ed un servizio settimanale di prelievi ematici più un pullman per Foligno che durante l’estate non garantisce le stesse corse perché non ci sono scuole. Questo in un quadro generale del paese Italia che dice: sul totale di Ottomila comuni italiani addirittura il 70% ha meno di 5000 abitanti (Sellano è arrivato a circa 970), cioè oltre la soglia di rischio di abbandono. Ma ancora di più questo numero: 23,6 milioni di italiani hanno problemi nel fare la spesa e di accesso ai servizi. La realtà di questi luoghi è un quadro desolante di scompenso tra ‘Centro’ e ‘Periferia’ che riguarda principalmente la parte appenninica.
Ora vedete su a sovrastare l’articolo questo affaccio sui Sibillini, quasi privato, intimo e naturale, è sotto a due case a farne un’aia o balcone condominiale, ci sono un tavolino, due sedie di plastica, una panca rustica in legno, è in strada.
Chi non vorrebbe possedere con un solo sguardo un tale spettacolo?
D’altronde la prossimità armoniosa fra strutture urbane medievali e non e natura è una caratteristica dei Borghi Umbri anche quelli medi o grandi. Sono tornato da poco a Trevi e Spello ben più grandi popolosi e turistici di una frazione montana come Forfi. In pieno centro di Trevi nella Piazza Municipale, guardando una via che prosegue il paese sotto un arco si può vedere un sentiero tra gli ulivi lì sulla collina e lo stesso a Spello dove il corso così frequentato e pieno di negozi ha a pochi passi la vista delle valli.
Che effetto fa ad un berlinese. Un americano. Un cittadino?
E siamo alla fine di questo articolo apparentemente spezzato in due e apparentemente pluri-senso.
Una formula o idea o pratica per la ripopolazione di queste zone non esiste.
Il Volo dell’Arcangelo ha tra i suoi progetti, anche quelli prettamente culturali e turistici come quello delle ‘Camere Meditative’, la considerazione e possibilità di collaborare con i comuni ed inserire nelle frazioni o borghi interessati dai siti per le ‘Camere’ l’acquisizione di un immobile abbandonato e farne un bando per una famiglia che venga a risiedere e gestire un punto di accoglienza per i turisti che percorrono quel determinato sentiero. E’ una piccola cosa.
Perché da Forfi percorrendo il sentiero in alto per 500 metri si arriva alla Grotta del Beato Giolo, anacoreta venerato nella zona, invece verso il basso lo si percorre come antico collegamento con Sellano, quello che si faceva per utilità e vita. E’meraviglioso e si arriva al Lago Vigi fermandosi al ‘balcone’ cosa che renderebbe felice Leopardi che visse dall’altra parte dei Sibillini e dirigeva lo sguardo in questa direzione.










