Siamo l’idea che si debbano riconsiderare i concetti di ‘centro’ e ‘periferia’. Quindi vogliamo trattare e illuminare il bacino del Medio Appennino e in primo luogo la Valnerina e la Valle del Vigi, dove alcuni di noi vivono e frequentano e camminano sui suoi sentieri e accanto alle sue acque, non come una periferia come la storia socio-economica degli ultimi quarant’anni l’ha portata ad essere, ma perché cambi in meglio, con un’idea di ‘centro’ ed originalità.
I progetti si sono riuniti così in maniera naturale intorno a quest’idea, quasi sottaciuta, che non dobbiamo importare nulla; che in questo quadro internazionale, ci siano delle chance puntando su quello che si ha a disposizione e su delle qualità esistenti.
Le professionalità che si sono riunite intorno a questa riflessione, proponendo alla periferia di sentirsi centro con tutte le sue qualità, sanno che sarà un percorso non facile e sicuramente di lunga durata, in settori fondamentali e diversi. Ci poniamo altresì la possibilità di creare piccole esperienze che possano però essere universali, come esempi a livello mondiale.
Non ci poniamo, quindi, limiti nell’ambito di un arco di tempo che può essere decennale o più, creando un laboratorio di pensiero e analisi che non perda di vista il ribaltare del concetto di ‘centro’ e ‘periferia’ proprio perché tematica mondiale che attiene alla cultura e al benessere di individui e popolazioni.
Abbiamo riflettuto e pensato che l’indirizzo generale per lo sviluppo non solo abitativo ma culturale e anche morale nonché produttivo del nostro territorio abbia bisogno di un progetto che includa più attività e progetti distinti.
Questi distinti progetti formano, a nostro avviso, un’unità che sarà garante e guardiano della montagna in una visione storica e dinamica nella quale salvaguardando i prodotti naturali potremmo entrare poi nell’educazione e aprire un processo importante sulla ripresa e riscoperta della cultura del territorio.
Un rilancio culturale quindi grazie ai temi e progetti che abbiamo individuato scelto e curato.
Creando così un laboratorio che possa unire cultura e produttività, compatibilità e rispetto del sistema naturale e rapporto con la natura del territorio già in possesso di una grande ricchezza dalle potenzialità inespresse.
Un laboratorio del pensare e del fare che ‘cura’ il territorio attraverso i vari progetti come detto e si prende cura pensando e ricostruendo l’anima del territorio, proponendo la meditazione e la rappresentazione cine-televisiva del luogo che trasmetterà il contenuto e l’anima universale della nostra terra che essendo nella zona del mondo dove si uniscono la Via Francescana a quella di San Benedetto a quella Francigena si propone infatti di rivalutare l’antica viabilità, quella dei sentieri, che tenga insieme passato e futuro in un presente di vivibilità e felicità.
Proponiamo l’ingresso di una agricoltura dei grani antichi e soprattutto rispettosa dell’ambiente ed un turismo con un’idea non ‘importata ’ma semplicemente riguardosa proprio quella dei luoghi della spiritualità e della meditazione, dei luoghi del silenzio e degli eremiti che ‘vedono’ il futuro
Un ‘Ponte tra le Terre’ è un’idea che può far sì che si riprenda a parlare di felicità dell’uomo, un’idea che riunisca come detto produttività e bellezza, turismo dei sentieri e della natura, cura e pensiero sul benessere psicologico, che è ovviamente esistenziale, e dello spirito.